Onorevoli Colleghe e Colleghi! - In alcune città del nostro Paese operano nelle scuole statali, in numero esiguo ma con un ruolo significativo, insegnanti della scuola primaria che sono dipendenti comunali. Questi lavoratori da molti anni vivono una condizione di incertezza e difficoltà e subiscono un trattamento ingiustamente discriminatorio sul piano normativo e retributivo. Dopo il passaggio allo Stato di tutto il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole, sancito con la legge 3 maggio 1999, n. 124, la permanenza di questi insegnanti nei ruoli del personale dei comuni appare ancora più incomprensibile. La questione del passaggio nei ruoli del personale dello Stato è da molti anni all'attenzione del Parlamento. Nel corso della XIII legislatura la VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati ha lungamente esaminato la questione, nell'ambito del disegno di legge collegato alla legge finanziaria 2000, in materia di istruzione e ricerca (atto Camera n. 6560), il cui testo non è mai arrivato all'attenzione dell'Assemblea. Il largo pronunciamento delle forze politiche e dei parlamentari a favore di una soluzione giusta ed equa della questione, da un lato, e, dall'altro, il grande disagio di questi lavoratori di fronte ad una prospettiva lavorativa sempre più incerta, definiscono l'urgenza e contemporaneamente la possibilità di definire in questa legislatura una soluzione al problema indicato. A tale fine è presentata questa proposta di legge che riproduce un'analoga iniziativa della XIV legislatura di cui si sollecita la più rapida approvazione.

 

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